Parrocchia S. Ambrogio

Lonate Pozzolo (VA)

La Chiesa di Sant’Ambrogio ha 500 anni

“È di tanta grandezza e bellezza ch’io ardisco di affermare che in tutto lo Stato di Milano non si trova il più degno, né pari a quello, per essere egli d’una nave sola, tutta in volta”. Queste parole riguardano il tempio di Sant’Ambrogio di Lonate Pozzolo. Le incontriamo con sorpresa nella “Historia delle antichità di Milano”, grosso volume di Paolo Moriggia stampato a Venezia nel 1592. Chiesa grande, a navata unica, voltata: cosi, dunque, la coglieva lo storico milanese che probabilmente conosceva Lonate per via della famiglia Gennari, cui, nell’opera, riserva particolare attenzione.

Anche il santo arcivescovo Carlo Borromeo, durante la visita pastorale del 1567 della quale si conservano atti e decreti, trovava che la chiesa era una bella costruzione a volta continua; la diceva dotata di sei cappelle laterali in aggiunta alla cappella maggiore, di un’ampia sacrestia e di un campaniletto con tre campane; ordinava però di compiere diversi lavori, che sono chiaramente indicativi di una edificazione incompleta; per esempio costruire la porta d’ingresso e l’altare maggiore, dipingere le cappelle laterali ed anche – ma solo dopo aver fatto tutto ciò – costruire un campanile vero e proprio. I visitatori ecclesiastici che gli fecero seguito, ci danno le misure del tempo: cubiti 24 x 26 cioè metri 10 x 11 per la cappella maggiore, 68 x 30 cioè metri 29 x 13 per la navata, le stesse misure che compaiono negli atti della visita pastorale del 1750 e che si riscontrano nella planimetria dell’abitato di Lonate del 1856, nella quale si colgono aggiunte e modificazioni sul fianco meridionale costituite dalla cappella del Rosario e dall’edicola del mortorio, mentre il fianco settentrionale presenta la linea dell’impianto antico. Nell’anno seguente, 1857, la sagoma della chiesa sarebbe stata fortemente modificata se non addirittura stravolta dalla costruzione delle nuove cappelle laterali, diversamente strutturate e diversamente collocate rispetto alle preesistenti.

La chiesa di S. Ambrogio nel 1499

La chiesa di S. Ambrogio nel 1499

La chiesa di S. Ambrogio nel 1560. Assonometria di Augusto Spada.

La chiesa di S. Ambrogio nel 1560.
Assonometria di Augusto Spada.

Benché S. Ambrogio di Lonate non sia il duomo di Milano che, secondo il detto popolare, non e mai finito, anche la chiesa lonatese non nacque, dunque, tutta in una volta, essendo frutto di progetti, ripensamenti, ristrutturazioni, ritocchi e soprattutto di tanti sacrifici di varie generazioni di borghigiani.

Le dimensioni sopra riportate non sono quelle dell’edificio di partenza, ma dell’edificio cosi come risultava dopo l’ampliamento effettuato nel 1560 o poco tempo prima. “Nell’anno 1560 [..] la chiesa di S. Ambrogio, parochiale, che già era picciolina nell’anno 1499, fu fatta maggiore”; si legge in una dichiarazione del parroco presentata alla Curia arcivescovile prima del 1580. Vi si motivava la consacrazione della chiesa a febbraio del 1560, compiuta da Melchiorre Crivelli, suffraganeo del vescovo di Milano, in quanto la parte nuova non era stata consacrata: “doppo la nova fabrica non era il spacio compreso dalle nove mura stato consecrato.” Vi si soggiungeva perché non la si era riconciliata nonostante un delitto compiuto: “il versamento d’esso sangue avvenne nel spacio che prima non era compreso nella chiesa vecchia, ma delle nove mura”.

La data 1499 non era inventata. Essa compare, anche, in rilievo in una formella di granito, da ritenersi la cosiddetta prima pietra, oggi visibile sulla facciata dellas chiesa a lato della porta di sinistra, in posizione tale da far credere che tutto della chiesa che ci rimane sia di quell’epoca: la cappella maggiore, l’ampia navata, le sei cappelle minori. Ma l’impianto della navata unica con cappelle laterali simmetriche, inusitato prima del Concilio di Trento, e le informazioni del tempo di S. Carlo costringono ad abbandonare tale idea.

Il 1499 come anno d’inizio della costruzione viene confermato e contestualizzato da una serie di atti notarili, recentemente individuati dal sottoscritto presso l’Archivio di Stato di Milano. Sono atti dei notai Donato Gennari (de Januario) e Giovannantonio Cane (de Canibus), che avevano studio in Lonate.

La preesistente chiesa di S. Ambrogio era in condizioni precarie nel 1477, quando un testatore dispose un contributo per ripararla. Si preferì ricostruirla. Alla fine del 1498 erano in azione i fabbricieri di S. Ambrogio, cioè gli amministratori della fabbrica desiderata, eletti dalla comunità: il 30 novembre incassarono quanto spettava per un legato Perotti. L’8 aprile 1499 furono nominati alcuni procuratori pro ecclesia S. ti Ambrosii, il 29 ottobre anche il Comune rilasciava una procura speciale ad ampio spettro di operatività (ad multa negotia). I lavori iniziarono, proseguirono per diversi mesi, ma furono interrotti durante l’anno 1500 quando truppe straniere sottoposero Lonate a pesante saccheggio; nel 1502-3 poi, in Lombardia, serpeggiò la peste e nel 1511 Lonate poté subire un altro passaggio di mercenari svizzeri. E’ importante, nella vicenda edilizia, l’atto datato 1 maggio 1508 con il quale la comunità di Lonate, rappresentata dai due consoli reggenti e da 120 capifamiglia, elesse sei uomini capaci, incaricandoli di fare gli opportuni contratti con maestranze dell’arte muraria entro un tutto di spesa di 1000 lire imperiali, per portare a termine nel miglior modo possibile la costruzione della chiesa dedicata al patrono S. Ambrogio che – e scritto nell’atto – era iniziata nove anni prima (ut veneranda ecclesia divi Ambrosii patroni nostri que iam annis novem principiata est, finiri possit… in illa meliori pulchritudine seu forma… ).

Difatti i lavori ripresero e la fabbrica arrivò al punto di essere agibile come chiesa, così che nel maggio del 1510 il vescovo di Laodicea poté benedire il cimitero allora formato intorno ad essa secondo la tradizione medievale, concedendo indulgenza a chi visitando la chiesa di S. Ambrogio faceva congrua elemosina: segno che occorreva altro danaro o per pagare debiti o per affrontare altri lavori. Con testamento in data 15 maggio 1512 Giovanni Guidi (de Guida) lasciava 10 lire imperiali agli amministratori delta chiesa di S. Ambrogio “in fabricando et ordinando ipsam ecclesiam”, cioè per le necessità ulteriori di costruzione e decorazione delta chiesa. Per ragioni puramente stilistiche gli studiosi dell’arte generalmente collocano la decorazione a fresco dell’abside intorno alla metà del Cinquecento.

Ma com’era la chiesa “picciolina” costruita negli anni 1499-1510? Nessuno dei documenti d’archivio finora rintracciati ce lo dice. Ma quel che non dicono le carte, lo dice l’intreccio compositivo dei materiali edilizi.

Poco più bassa dell’attuale ma sicuramente più alta della preesistente, era una chiesa a pianta ottagonale, di tipo bramantesco, tutta in mattoni e non più in ciottoli di fiume, intonacata solo di dentro, con cupola ad otto spicchi sovrapposta al prisma di base, con porta d’ingresso sul lato ovest, con un vano in ciascun lato sormontato da un finestrone capace di molta luce, con una finestra tonda sopra il marcapiano in ciascuno degli spicchi della cupola, forse con una lanterna al centro della copertura in tegole, forse con uno o due campaniletti perimetrali a detta copertura.

La sua scansione spaziale, le caratteristiche strutturali, le misure la imparentano ad altre chiese costruite in area lombarda da Antonio da Lonate, maestro muratore prima e ingegnere ducale poi, cui anche questa può essere attribuita.

Di questa chiesa, nell’ampliamento del 1560, si conservarono i cinque lati della cupola con i relativi spicchi, mentre in luogo dei rimanenti tre, demoliti, si costruì l’attuale navata, che venne raccordata alla parte preesistente mediante l’arcone che si trova all’inizio del presbiterio.

Augusto Spada, architetto e cultore di storia dell’architettura, che ha minutamente studiato la chiesa parrocchiale di Lonate, conforta le affermazioni precedenti con alcuni riscontri effettuati:

– tra la muratura dell’abside e quella della navata antistante esiste discontinuità al di sopra delle volte lungo il perimetro esterno;

– all’interno, una vistosa fessurazione corre lungo la linea di intersezione tra l’arcone e la cupola;

– l’abside e la navata non sono perfettamente coassiali;

– le nervature della cupola che finiscono troncate contro l’arcone non hanno una plausibile giustificazione statica.

Con la ristrutturazione del 1560 si sacrificò una parte degli affreschi della cupola, qualora fossero già eseguiti.

Come si vede, a dispetto degli studi compiuti, rimangono ancora lacune e incertezze nel ricostruire la storia dell’edificio. L’anno 1499 risulta invece saldamente confermato come tempo d’inizio della costruzione, la quale pertanto si propone oggi cinque volte centenaria.

La chiesa parrocchiale ripresa da nord (foto del 1984).

La chiesa parrocchiale ripresa da nord (foto del 1984).